Lega Anti Vivisezione - Sede di Palermo

Cani e gatti “d’autore”: un incontro di lettura

Il primo dicembre il Circolo Omnibus (via Generale Bergonzoli 13, Palermo) organizza un incontro di lettura: argomento i nostri amici cani e gatti.

Cani e gatti "d'autore": un incontro di lettura

C. Baudelaire, Colette, T. S. Eliot, T. Gautier, Doris Lessing, G. Durrell e tantissimi altri autori e autrici hanno dedicato versi e pagine immortali agli animali. Protagonisti indiscussi i gatti, che sembrano vivere un rapporto privilegiato con gli scrittori.

A loro dedicheremo il prossimo incontro del Circolo di lettura Omnibus, martedì 1 dicembre, alle ore 17.30 durante il quale, sorseggiando un buon tè inglese, leggeremo e commenteremo pagine tratte da romanzi e racconti che hanno come protagonisti i nostri amici pelosi.

In particolare il Circolo propone:

  • Gatti d’autore: racconti tratti da scritti di Doris Lessing, Lewis Carroll ed altri
  • Alberto Asor Rosa - Storie di animali e altri viventi
  • Judith Somers - La mia vita con George
  • Alcuni versi tratti dalle opere di Charles Baudelaire e T. S. Eliot

I partecipanti potranno, come al solito, proporre e leggere altre pagine sullo stesso argomento.

Ingresso libero, qui l’evento Facebook. Invitiamo tutti a partecipare :)

Astici vivi nel ghiaccio, per il PM “provano dolore”

Anche gli astici, nonostante non abbiano un sistema nervoso centrale, possono provare “esperienze simili a quelle dei vertebrati in termini di sofferenza”. Lo scrive il pm di Milano Giulio Benedetti, sulla base di alcune ricerche scientifiche, nel motivare l’impugnazione di una sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto con formula piena un ristoratore milanese e la moglie.

I due erano finiti sotto processo per maltrattamento di animali in quanto avevano esposto, in una delle sale da pranzo, alcuni dei prelibati crostacei su un letto ghiacciato prima di farli finire, ancora in vita, in pentola. Nel motivare l’assoluzione, il giudice monocratico della settima sezione penale ha sostenuto che non c’é reato perché si tratta “di animali non dotati di un sistema nervoso centrale, e tali da non consentire il giudizio certo circa l’insopportabilità del comportamento”.

Il pm, nell’atto di appello, spiega che l’affermazione del giudice “non è condivisibile in quanto la stessa è formulata (…) senza aver svolto una consulenza tecnica”. Il pm Benedetti, invece, cita nell’atto le consulenze che ha fatto svolgere, tra cui quella di Paolo Candotti dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna. “Il posizionamento degli animali sul ghiaccio - si legge - è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodo di stoccaggio”. Il pm riporta anche il parere di un veterinario che spiega come “un sistema nervoso può essere più o meno elementare, ma sarà in grado di recepire il massimo della stimolazione”. Anche il sistema nervoso di un astice o di un’aragosta, quindi, si legge ancora, “é in grado di espletare le funzioni massime di ricezione degli stimoli sia negativi e dolorosi”. (ANSA)

Zoomafia: “No alla vendita dei terreni confiscati”

Ci sono cose che portano in sé un valore che va oltre la loro essenza. Simboli irrinunciabili intorno ai quali si salda un’identità, l’appartenenza a un mondo diverso, a una visione della vita chiara e netta che non accetta compromessi, che non si umilia in miseri distinguo. In questi giorni due provvedimenti legislativi approvati rappresentano la rinuncia simbolica a valori e beni collettivi; costituiscono il chinare il capo innanzi a interessi che nei distinguo, nelle sottigliezze e nei cavilli trovano la loro coltura, come virus infestanti. Ci riferiamo ai provvedimenti relativi alla privatizzazione dell’acqua e alla vendita dei beni confiscati alle mafie.

Privatizzare l’acqua significa privatizzare la fonte della vita, creare un’ipoteca sulla nostra esistenza, consegnare l’elemento che ci mantiene in vita a speculatori, donarlo alle loro mani truffaldine. Le privatizzazioni sono state nel nostro paese portatrici di illegalità, basti pensare ai rifiuti, alla gestione del patrimonio edilizio, al business randagismo…

Nel 1996 oltre un milione di persone firmarono la petizione per una legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un appello che fu tradotto nell’approvazione della legge 109/96 che realizzava il sogno di tanti, a partire da Pio La Torre che fu ammazzato per il suo impegno per sottrarre alle mafie i beni accumulati illegalmente. Questa conquista sociale che ridà ai cittadini ciò che è stato rubato loro, corre il rischio di essere vanificata, svilita, tradita. Vendere i beni confiscati significa tradire lo spirito della legge che restituisce alla società immobili, terreni, strutture che una volta erano la manifestazione più plateale dell’arroganza mafiosa, del potere prevaricatore e violento dei clan. Il sorgere di una cooperativa di giovani in una villa che un tempo era il regno di un boss, ha un valore simbolico che va al di là del fatto in sé. Non è difficile immaginare chi sarà in grado, attraverso connivenza e capacità di nascondersi, di comprare ville, case e terreni appartenuti ai mafiosi.

La LAV aderisce all’appello lanciato da Libera per cassare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati, vi invitiamo a firmare l’appello cliccando qui.

Ci sono beni inalienabili.
La dignità e la legalità non possono essere vendute.

Ciro Troiano
Criminologo, Responsabile Osservatorio Zoomafia LAV

La LAV Palermo invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione di Libera Niente regali alle mafie che si terrà alla “Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità” (piazza Castelnuovo 13) il 28 novembre alle 17.

Niente regali alle mafie

Disegno di Legge su traffico cuccioli: sì della Camera!

L’Aula della Camera dei Deputati ha approvato stamane con 466 voti favorevoli, uno solo contrario e sei astenuti, il Disegno di Legge del Governo del 2 ottobre scorso che, in risposta ad una petizione lanciata dalla LAV lo scorso anno, ratificando una Convenzione del Consiglio d’Europa ignorata da oltre vent’anni, irrigidisce le sanzioni contro il maltrattamento degli animali e introduce lo specifico reato di introduzione illecita di animali da compagnia.

Ora la parola è al Senato e la LAV chiede, associandosi agli auspici espressi dal Ministro degli Esteri Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Martini, ringraziando i deputati dell’Intergruppo parlamentare animali che tanto hanno fatto in queste settimane, che ciò avvenga rapidamente, così da poter fornire quanto prima a Forze di Polizia e Servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente i trafficanti di vite, particolarmente all’opera in vista delle vendite natalizie.

Il Disegno di Legge che oggi ha compiuto il “primo giro di boa”, è un provvedimento a tutela degli animali e delle famiglie che vivono con cani e gatti, per stroncare il vergognoso traffico dei cuccioli dall’Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale.

Anche sui tagli di code e orecchie dei cani, a fini non curativi, il Ministero della Salute con la Federazione nazionale degli Ordini Veterinari sarà chiamato ad emanare un Regolamento che non potrà ignorare documenti tecnico-scientifici ben chiari sull’argomento che equiparano queste pratiche al maltrattamento.

La tratta dei cuccioli coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est (soprattutto Schitzu, Carlini, Pincher, Jack Russell, West Highland) e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro.

Con questo provvedimento del Governo e del Parlamento, e la sanzionabilità commisurata anche al numero di animali illecitamente trattati, tutto questo sarà finalmente perseguito e quindi evitato.

(da www.lav.it)

Taglio code cani, per scienza è maltrattamento

Il Centro di Referenza per il Benessere Animale del Ministero della Salute, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna ha pubblicato ieri  un parere sul taglio della coda nei cani.

La conclusione dell’articolato e dettagliato documento è che l’amputazione preventiva della coda per scopi non terapeutici è “da bandire”. Il taglio della coda è un’amputazione che comporta il taglio che schiaccia la pelle, muscoli, nervi, tendini ed osso e cartilagine e in conclusione:

  • Causa il dolore acuto ai cuccioli ed si suppone in grado di causare dolore a lungo termine dovuto all’attività patologica del nervo come conseguenza del danno tissutale e sviluppo di neuroma;
  • I Cani neonati, come con altri giovani mammiferi, sono probabilmente molto sensibili al dolore e comunque più intensamente degli adulti;
  • Muscoli importanti della regione pelvica e perineale del cane continuano sulla coda e si attaccano alle vertebre della coda. Vi è evidenza che il taglio della coda indebolisce i muscoli in questione nella defecazione e nel mantenimento della resistenza del diaframma pelvico, conducendo al rischio aumentato di incontinenza fecale, di ernia perineale e di incontinenza urinaria nelle femmine;
  • La rimozione della coda priva il cane di mezzi importanti di espressione delle relative intenzioni ed emozioni e può condurre a malintesi sia con l’uomo che altri cani. Il dolore e l’afflizione causati dall’amputazione della coda possono anche compromettere il processo di socializzazione nei cuccioli;
  • La rimozione della coda del cane può ridurre la resistenza del posteriore e compromettere il relativi equilibrio e agilità;
  • Le lesioni della coda sono relativamente rare (per esempio, 4 per 10.000 cani trattati in cliniche) e la prova non indica che i cani con coda mozza abbiano un rischio aumentato di ferita della coda. Non è accettabile amputare la coda di un gran numero di cuccioli per evitare un piccolo numero di lesioni possibili della coda in cani adulti, specialmente se la maggior parte di quelle lesioni possono essere trattate da ambulatori di pronto soccorso;
  • La stragrande maggioranza dei cani tradizionalmente di “working breeds” (razze da lavoro) ora sono mantenuti come animali da compagnia o da mostra, spesso in un ambiente urbano e non sono utilizzati in attività ad alto rischio;
  • All’interno delle varietà di cani da lavoro (Spaniels, Terriers, cani da guardia o da pecore) ci sono contraddizioni notevoli tra razze con coda mozza e con coda 20/24 integra. Il fatto che molte razze da lavoro siano utilizzate con coda integra anche se svolgono le stesse attività di razze con coda amputata suggerisce che il taglio della coda in effetti sia una pratica di natura estetica, di standard di razza e di tradizione piuttosto che per il rischio reale di ferite della coda nel corso dell’attività del cane.

Per tali motivi il Centro di Referenza nazionale per il benessere animale sostiene che l’ amputazione preventiva della coda per scopi non terapeutici sia da bandire come previsto dalla Convenzione Europea per la Protezione degli Animali da Compagnia.

(da www.lav.it)