Lega Anti Vivisezione - Sede di Palermo

Articoli della categoria ‘Comunicati stampa’

Vertice sull’Alimentazione: passare ai fatti!

La LAV sollecita la FAO a passare dalle parole ai fatti e a una maggiore coerenza iniziando dal piatto di ciascuno di noi, anche quello dei  rappresentati FAO e dei protagonisti del World Summit on Food Security: iniziare a consumare solo prodotti vegetali almeno una volta alla settimana, proprio a partire oggi 16 novembre e per tutti i lunedì dell’anno, al fine di diminuire l’inquinamento e garantire a tutti la possibilità di nutrirsi in modo adeguato. La scelta alimentare vegetariana priva di ingredienti animali è un primo passo concreto e necessario, se si vuole davvero agire con efficacia contro la fame globale, come spiega la LAV sul nuovo sito dedicato www.cambiamenu.it, ricco di informazioni e ricette sull’alimentazione sostenibile.

Negli ultimi quindici anni il numero di persone sottonutrite nel mondo è aumentato (da 825 a 873 milioni dal 1995 al 2006) fino a superare il miliardo quest’anno. Nel 1996 l’obiettivo stabilito dalla FAO era proprio quello di dimezzare questa cifra entro il 2015. Dal 1960 la produzione globale di carne è più che triplicata, quella di latte raddoppiata e il numero di uova quasi quadruplicato. Si stima che la produzione e il consumo di carne passeranno dai 233 milioni di tonnellate del 2000 ai 300 milioni di tonnellate nel 2020, il latte da 568 a 700 milioni e le uova cresceranno del 30%. In particolare, Cina e Brasile vedono un incremento vertiginoso della produzione di carne che dal 1980 al 2000 è infatti passata a livello globale da 50 milioni di tonnellate a 180, ma escludendo i due  Paesi sopracitati l’aumento è andato “solo” da 27 milioni a 50 milioni nello stesso periodo. In diversi Stati africani la produzione è invece diminuita: da un già relativamente basso livello di circa 15 Kg procapite annui a sotto i 5. L’aumento dei consumi di prodotti animali richiederà anche nuove terre per produrre foraggio e far pascolare gli animali. Ciò  significa meno terre coltivabili e l’aumento dei prezzi, con conseguente mancato accesso al cibo per diversi settori di popolazione.

E’ sconcertante constatare come la stessa FAO pubblichi statistiche e report dai dati preoccupanti, che indicano quanto l’aumento dei consumi di carne e di altri prodotti animali sia allarmante per l’impatto sull’ambiente, per l’estensione dei terreni impiegati e per la fame globale, ma allo stesso tempo non dia alcun segnale per cercare di ridimensionare i numeri degli allevamenti, a partire dai Paesi industrializzati.

“Dalla FAO, in quanto autorità alimentare mondiale, ci aspettiamo uno stimolo per i governi e di conseguenza per i produttori e i consumatori, a diminuire il consumo di prodotti animali e ad adottare un modello alimentare sostenibile, che rappresenti un esempio per le nazioni emergenti – dichiara Roberta Bartocci del settore Vegetarismo della LAV - L’Organismo delle Nazioni Unite sembra invece limitarsi ad aggirare il problema senza alcuna proposta concreta, mentre aumentano il numero di persone sottonutrite, i danni all’ambiente e lo sfruttamento degli animali.”

“Per avvicinare i consumatori alla scelta vegetariana, facendo comprendere come possa essere facilmente accessibile anche ai meno esperti o ai più diffidenti, la LAV ha ideato www.cambiamenu.it, ricco di informazioni e consigli - dichiara Paola Segurini del settore Vegetarismo della LAV - Qui è possibile anche scaricare lo starter kit, una guida pratica per iniziare a scegliere piatti vegetariani seguendo un regime alimentare equilibrato, completo e gustoso. Migliaia di persone su www.cambiamenu.it, attivo da un mese, si sono già impegnate a garantire il loro personale contributo per diminuire l’inquinamento e la fame nel mondo, partecipando alla prima Veg Race, una maratona virtuale, veicolata anche attraverso Facebook, dove è possibile misurare i benefici ottenuti dalla rinuncia al menu a base di carne o di pesce”.

(da lav.it)

Vivisezione: inutili i test sulla dieta ‘yo-yo’

Uno studio di due ricercatori italiani emigrati in USA alla Boston University, ha utilizzato il modello animale in vivo per dimostrare la pericolosità e l’inefficacia delle diete definite “yo-yo”, che comportano, cioè, salti continui tra abbuffate e semi-digiuni; lo studio identifica in questo comportamento alimentare un’analogia con la tossicodipendenza e una maggiore incidenza di obesità.

La sperimentazione animale ha coinvolto topi nei quali è stata alternata un’alimentazione a base di cibo da laboratorio con cibi zuccherini al cioccolato, ovvero una dieta fortemente distante dalle necessità alimentari dei roditori, definiti genericamente frugivori.

“Oltre alle implicazioni morali che devono essere prese in considerazione viste le violenze fisiche e psicologiche inflitte durante tutta la vita dell’animale da laboratorio, dal punto di vista scientifico i danni legati agli shock alimentari dovuti ai digiuni e sovra-alimentazione sono noti da tempo – dichiara Michela Kuan, biologa, responsabile LAV settore Vivisezione - grazie a investigazioni epidemiologiche effettuate su persone affette da disturbi alimentari che hanno evidenziato sia dettagli chimici che psicologici, deducibili e attendibili solo nella specie umana, rendendo questi recenti studi, protratti sui topi, del tutto superflui e inutili.”

Sono decenni che si sperimenta su topi e ratti per curare l’obesità e trovare la cura miracolosa che faccia perdere peso senza fatica, ma ovviamente non è successo, anzi il numero di obesi è in tragico aumento e sarebbe più utile e corretto fare informazione e prevenzione sottolineando anche i più importanti fattori di rischio e cura, soprattutto nell’età scolastica.

La ricerca di base troppo spesso si macchia di violenze inaccettabili sugli animali, che comportano lente agonie che si concludono inevitabilmente con la loro morte. Oltre alle obbligatorie considerazioni etiche, non esiste alcuna applicabilità del dato all’uomo, ma vengono lanciate solo futili promesse che fanno leva su ingenti problemi legati alla salute umana.

(da lav.it)

Messina: DIA sequestra 500 animali. Il commento della LAV

Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, commenta la notizia della confisca di 500 animali (bovini, ovi-caprini) e altri beni, a Mario Giuseppe Scinardo, ritenuto uomo di fiducia del capo di cosa nostra della provincia di Messina, Sebastiano Rampulla:

“Il crescente interesse delle organizzazioni criminali di stampo mafioso nei confronti dell’imprenditoria agricola e zootecnica, attraverso il controllo mafioso di imprese che gestiscono attività economiche in apparenza lecite, è stato documentato da numerose inchieste svoltesi negli ultimi anni, che hanno contribuito a portare alla luce un fenomeno preoccupante che richiede massima attenzione investigativa”.

Il tema dello sfruttamento degli animali da parte delle organizzazioni mafiose sarà oggetto di una relazione di Ciro Troiano nell’ambito del seminario “Lotta all’ecomafia, ruolo delle Istituzioni e protagonismo dei cittadini”, che si svolgerà a Roma (dalle ore 17) sabato 24 ottobre, nella Sala Gonzaga di Piazza del Campidoglio, nel corso dei lavori degli Stati Generali Antimafia (Roma, 23, 24 e 25 ottobre 2009).

Secondo i dati del Rapporto Zoomafia 2009,  il fenomeno è estremamente complesso, coinvolge varie tipologie di organizzazioni criminali, tra le quali la n’drangheta, cosa nostra e la camorra, e interessa vari settori e filiere.

Nelle regioni del Sud Italia, infatti, si registrano furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, l’imposizione del cosiddetto “pizzo” sotto forma di “cavalli di ritorno”, cioè furti finalizzati all’acquisizione di somme di denaro di natura estorsiva, danneggiamento alle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione Europea, commercio di carne e prodotti caseari adulterati.

Il furto degli animali negli allevamenti, in particolare, è un fenomeno in crescita, tanto che si stima che in due anni circa 200mila animali siano stati fatti “sparire” dalle campagne per essere destinati a riciclaggi vari e alla macellazione clandestina. Ad essere colpiti sono mucche, cavalli, maiali, ma anche pecore e agnelli, sopratutto in vicinanza delle festività pasquali.

Nel 2008 sono stati sequestrati al clan Schiavone, tra altri beni, due attività commerciali e un’azienda agricola, un’azienda per l’allevamento di cavalli, altre per allevamento di bovini e vari caseifici, nonché società per la commercializzazione di prodotti agroalimentari. “E’ da rilevare che l’ingerenza del sodalizio nella realtà economica dell’area compresa tra Casal di Principe e Villa Literno (Caserta) si era concretizzata anche attraverso l’imposizione di carne suina, bovina e avicola ai macellai della zona, turbando la libera concorrenza dello specifico mercato”, prosegue Ciro Troiano.

Significativa anche l’operazione “Limousine”, eseguita a San Severo (Foggia), nei confronti di 42 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di bestiame, falso in atti pubblici e violazione di sigilli. Tra gli indagati figura un soggetto ritenuto affiliato al gruppo “Russi”.

Per maggiori informazioni sul sequestro, qui un articolo da Nebrodi e Dintorni.

TAR, accolto ricorso contro il calendario venatorio

In Sicilia maggiore protezione ai migratori: stop alla caccia nelle aree naturali “ZPS” interessate dalle rotte migratorie e nei pantani di Siracusa

Da oggi caccia sospesa nella maggior parte delle 29 aree “Zone di Protezione Speciale” (ZPS) interessate dalla migrazione degli uccelli - tra cui tutte le Isole minori - e nei Pantani della Sicilia sudorientale (prov. di Siracusa). “Danno grave ed irreparabile” per la fauna perché la Regione non ha tutelato le specie migratrici di rilevante importanza ornitologica. Così ieri sera si è espressa la prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo che ha emesso tre ordinanze di sospensione del Calendario Venatorio regionale – nn. 692, 693 e 694 del 2009 - a seguito di ricorso delle Associazioni ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), LAV (Lega Anti Vivisezione), LEGAMBIENTE, MAN (Associazione Mediterranea Natura) e WWF (Fondo Mondiale per la Natura) contro il decreto del 31 agosto 2009 dell’Assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, on. Michele Cimino, che disciplinava la caccia nelle ZPS individuate dall’Unione Europea.

Ancora un’altra vittoria del fronte ambientalista ed animalista contro la deregulation della caccia in Sicilia: già una prima volta il TAR, con decreto urgente n. 922 del 30 settembre scorso, aveva accolto la richiesta di sospensione sui ricorsi presentati dalle Associazioni, determinando uno “stop” alla caccia nelle ZPS in via provvisoria; adesso la sospensione della caccia è stata confermata per tutta la stagione venatoria.

In sostanza da oggi è vietata qualsiasi attività venatoria in tutte le aree di pregio ambientale indicate dalle direttive CEE come ZPS - tra cui le Isole di Ustica, Marettimo, Levanzo, Pantelleria, Alicudi, Filicudi, Stromboli, Salina, Linosa e Lampedusa - interessate dalla migrazione degli uccelli, nonché nelle aree umide della Sicilia sudorientale: “Pantano Morghella, Pantani della Sicilia Sud Orientale e Pantano di Marzamemi” (Siracusa). Fino a quando la Regione non disciplinerà adeguatamente la tutela delle rotte migratorie, l’esercizio della caccia in tutte queste ZPS interessate dalla migrazione dell’avifauna da oggi costituisce reato punito con le sanzioni penali previste per l’attività venatoria nelle aree protette ed in periodo non consentito (art. 30, Legge 157/92).

Grande soddisfazione per questa seconda importante vittoria da parte di ENPA, LAV, LEGAMBIENTE, MAN e WWFavvocati Nicola Giudice, Antonella Bonanno, Pier Francesco Rizza e Giovanni Crosta, hanno visto confermate dai giudici le proprie tesi: i provvedimenti in materia di caccia devono necessariamente essere rispettosi del quadro normativo statale e comunitario, che antepone la conservazione della fauna agli interessi venatori. che, difese dal team di legali composto dagli

Le Associazioni ambientaliste ed animaliste, infine, auspicano che i competenti Organi di vigilanza e le Forze dell’Ordine si attivino con adeguati servizi di controllo e prevenzione, affinché venga garantita la piena esecuzione delle ordinanze del TAR, non fosse altro perché l’abusivo esercizio della caccia costituirebbe grave danneggiamento del “patrimonio indisponibile dello Stato” costituito dalla fauna.

Palermo, 14/10/2009

www.enpa.it - www.lavsicilia.it - www.legambientesicilia.com - www.migrazione.it - www.wwf.it/sicilia

Tratta dei cuccioli: entro Natale la legge

Entro Natale l’Italia avrà la legge contro il traffico illegale di cuccioli di cani e gatti. Lo ha detto oggi il Ministro Franco Frattini, annunciando che in Parlamento ci sara’ una “corsia preferenziale” per il disegno di legge di ratifica della Convenzione di Strasburgo sulla protezione degli animali da compagnia. Il provvedimento, proposto dal Ministro Frattini d’intesa con il Ministero della Salute, e’ stato approvato il 2 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri.

“Ci siamo accordati con il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito - ha spiegato il Ministro in una conferenza stampa alla Farnesina tenuta insieme al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini - per una corsia preferenziale che conduca ad una legge entro Natale”. Il disegno di legge di ratifica riguarda una normativa del 1987 e l’Italia ha colto l’occasione per “regolare con la dovuta severità pratiche inaccettabili e purtroppo diffuse” come il taglio della coda o delle orecchie o esperimenti di laboratorio. Il Ministro ha quindi reso noto che organizzerà prima di Natale “un’azione coordinata con le Ambasciate italiane nei Paesi europei e in quelli del vicinato orientale, spesso paesi di origine di questo traffico e con gli Ambasciatori in Italia di quei Paesi per una collaborazione più forte e per aumentare la sensibilità sul tema”.

13/10/2009